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Tannoy Precision 8




Storia di un colpo di fulmine…

Credo di aver già scritto da qualche parte che le apparecchiature che trovate in vendita da me non sono qui per caso, ma perché piacciono al sottoscritto. Bene, anche questa volta ho trovato qualcosa di interessante da aggiungere alla collezione.

Tutto cominciò allo scorso Top Audio ( o forse molto prima).
Mi aggiravo annoiato per le salette, ascoltando banali impianti costosissimi quando, assieme a un amico, sono entrato nella saletta della Prase, attirato da un suono diverso dagli altri, ma che mi ricordava qualcosa di già sentito…
Nella saletta suonavano una coppia di Tannoy Precision 8D… non ne avete mai sentito parlare?
Male per voi!
Si tratta di un modello di monitor da studio della Casa scozzese dalle enormi qualità musicali. Voglio precisare che la serie Precision è una media gamma nella famiglia Pro da studio, formata da 4 modelli i cui prezzi per unità variano dai 385 ai 915 euro (IVA Esclusa) a seconda del diametro del dual concentric e della presenza degli amplificatori (bi-amp) integrati: non siamo in presenza di oggetti riservati a danarosi nababbi.

Queste casse hanno caratteristiche tecniche e costruttive che fanno impallidire le cosine HiFi:
- Mobile interamente costruito in MDF da 4 (QUATTRO) cm.
- Supertweeer di serie con gamma estesa a 51 KHz
- Dual Concentric in versione Pro (tenuta 160W) da 20 cm. (credevate mica che non esistesse?!)
- Risposta in frequenza (reale, non solo dichiarata) da 56 Hz a 51 KHz
- finitura del frontale in alluminio e nextel grigio, nero goffrato antigraffio il resto del mobile.
- Frontale sagomato anti-diffrazioni (fondamentale con quella risposta in frequenza)

Le versioni attive comprendono una completa sezione di EQ per adattarsi alle caratteristiche dell’amibiente, da usarsi preferibilmente col relativo software di misura e taratura da scaricarsi gratuitamente dal sito tannoy. Il microfono di misura ,per chi non ne avesse uno, è compreso in un kit di taratura venduto a parte.

la Precision 8 "in posa"!!

E fin qui tuto bene, abbiiamo capito che si compra un bel po’ di tecnologia con pochi soldi, ma come vanno queste cose?

Ovviamente bene, altrimenti non mi prenderei la briga di scriverne!

Premetto che sono innamorato da molto tempo del suono Scozzese, ma una ragione ci deve pur essere se questi altoparlanti spezzano ancora così tanti cuori dopo tutti questi anni…

E cosa hanno di speciale questi piccolini?

In molti collegano il suono tannoy a una gamma media deliziosamente bella e ricca, a una piacevolezza e scarsa fatica di ascolto, ma spesso sento dire che si tratta di un suono poco “moderno”, troppo tendente al “dolce” e all’ambrato… tutto vero, forse, ma…
Ma qui stiamo parlando di monitor da studio e non c’è posto per caratterizzazioni spiccate o risposte in frequenza non da manuale.
Infatti ci troviamo di fronte a trasduttori estremamente completi, dalla risposta timbrica e dinamica naturale e realistica su tutto il range di frequenza. Quello che colpisce è la solita precisione millimetrica nella ricostruzione della scena acustica, dote dei Dual Concentric da sempre, solo che ora c’è anche una enorme quantità di “aria” e il decadimento delle note in ambiente diventa infinito e si riesce a seguire fino ai livelli più bassi senza sforzo.
La gamma media, cavallo di battaglia di Tannoy, non è quella che ci si aspetta da un diffusore da 1200 euro la coppia: per trovare dei paragoni ho dovuto far suonare delle Prestige, le Sandringham e le mini Autograph, per la precisione…
E poi c’è il problema di quel supertweeter che sta lì e sembra spento essendo tagliato molto in alto (direi 15/ 16 KHz) ma che lavora e tanto, arricchendo la gamma media e medioalta di una quantità di armoniche che non si sospetta che esistano finchè non le si sente.

Con l’analogico e il digitale ad alta risoluzione letteralmente spiccano il volo!

In questo momento mi sto ascoltando “Negotiation and Love Songs” di Paul Simon su vinile e  i suoni degli strumenti etnici che fanno capolino qua e la vengono riproposti in maniera estremamente naturale, ma con una disinvoltura che continua a colpirmi, come se gli altoparlanti si immedesimassero nello strumento che stanno riproducendo, per suonare esattamente come fa lui… strana sensazione.

Unico problema è il prezzo che non rende l’idea del valore effettivo di questi diffusori e rischia di relegarli in impianti che non possono rendere loro giustizia, pur giovandosi della loro presenza.
Non mi vergogno di dirvi che le sto facendo funzionare coi 2301 di Mac appena arrivati… costeranno pure 25 volte tanto, ma che voce!!!
Valvole o transistor? Non è un problema: li ho già fatti girare con cose dal NAD 325 ai Mac top senza problemi se non che meglio li si alimenta e meglio suonano.
Non sono casse inclini a perdonare impianti mediocri, hanno un inconfondibile family feeling,hanno personalità, ma non la impongono.
 
Accoppiamenti felici?
Beh, tralasciando i finali e gli integrati over 5000 euro devo dire di essermi trovato particolarmente  bene con l’integratino PS-Audio. Un piccolo ampli switching da 100Wp.c. con la voce e il temperamento da grande e apparentemente nessuna delle asprezze tipiche dei circuiti switching, anzi un’invidiabile coerenza e un’ottima grana, merito del front-end analogico Gain Cell che caratterizza tutti i prodotti PS-Audio dell’ultima generazione.

Assolutamente da accoppiare a cavi e sorgenti della massima correttezza per non penalizzare le ottime caratteristiche timbriche.

I lati negativi?
Ehhh.. ce ne sono e sono enormemente limitanti, cose che un Audiofilo Evoluto NON può certamente tollerare! Innanzitutto non si può scegliere il colore.. ebbene sì non ci sono 123 finiture in diverse essenze lignee da cui scegliere… Ah, disdetta!
Dirò di più: non hanno neanche una misera griglietta sul frontale da poter puntualmente rimuovere per poterci sentire qualcosa.
Poi NON ci sono i morsetti per il biwiring!! AAHHHHRGGHHH!! E come possiamo collegare i cavi sbagliati o fare mix idioti?!?! Intollerabile: bisogna accontentarsi di usare un unico cavo e magari pure ben scelto!!! Che vergogna!
Che dire poi delle versioni attive che ci impongono di utilizzare degli ampli integrati ottimamente suonanti e appositamente tarati invece di qualche becerata cinese da tre dollari che va come la cartavetro a grana grossa? Altro scempio!

Per chi tollerasse queste torture, invece, sono a disposizione dei diffusori di livello superiore a un costo estremamente interessante che non mancheranno di stupire (cosa che è puntualmente accaduta con chi li ha ascoltati qui da un mese a questa parte).

Esiste poi una serie entry, la Reveal di cui non posso ancora parlarvi perché la coppia che avevo per le prove è stata immediatamente acquistata dalla prima persona che la ha ascoltata… vi anticipo solo che qui i prezzi esorbitanti partono dai 450 euro per a versione passiva con woofer da 6 pollici!!

Non è carina la Reveal 6 col suo frontale rosso?
Una rapida menzione alla serie top Ellipse, caratterizzata da un cabinet ellittico in uno speciale materiale composito antitrisonante e concentrico da 20 o 25 cm. , supertweeter ed esclusivamente in versione attiva, dotata di equalizzatore ambientale digitale evolutissimo e dal suono assolutamente di riferimento.

E questa è la Ellipse 10. Originale, no?

E ora scusate, ma torno ad ascoltare i “miei” monitor…  ☺

G.R.

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