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PS AUDIO TRIO Series










Arrivano i piccoli…

Del fatto che i signori alla PS-audio fossero gente seria me ne ero già accorto, tuttavia non avevo ancora avuto un approccio approfondito con le loro elettroniche “suonanti”.
Il primo contatto lo ho avuto col Digital link-III, raccomandatomi da Silvio Delfino quasi un anno fa come un convertitore di grande musicalità. Una scorsa alle caratteristiche e via libera all’ordine. Dopo qualche giorno mi è arrivata la scatolina, nel solito doppio imballo… curiosità!!!



Le particolarità di questo apparecchio che mi hanno fatto decidere di averlo in saletta sono diverse, ma quelle principali sono state:
-    clock interno ad alta stabilità capace di risincronizzare tutti i segnali in ingresso
-    conversione corrente tensione passiva (niente operazionalacci!!)
-    uscita analogica implementata su circuiti proprietari Gain Cell
-    ingresso USB per collegare un PC (avete idea di cosa possa fare per voi un piccolo PC?)
-    Upsampling selezionabile 96KHz/192KHz

Non è un fotomontaggio!!

Il resto è storia: alimentazione formato famiglia e convertitori all’ultimo grido, ma queste cose in PS Audio sono da dare per scontate.
In realtà la caratteristica della conversione I/V passiva è stata quella che mi ha dato il maggiore input circa la musicalità del DAC infatti circa 15 anni fa (erano i tempi dei Burr Brown PCM 63) avevo sperimentato parecchio su questo tipo di circuito con risultati veramente ottimi.

Dettaglio della scheda: estrema ingegnerizzazione.

Collegamento, Rodaggio e via!
Acc… centro!
La riproduzione è di grande plasticità e coerenza, timbricamente siamo in presenza di un DAC che non strilla in alto con la scusa di un troppo frainteso “microdettaglio”. Merito della sezione analogica, finalmente degnata della giusta considerazione in una macchina che non costa come un’automobile. Come dicevo in PS Audio sono gente seria.
La ricostruzione della scena acustica gode di enorme stabilità e si presenta letteralmente scolpita di fronte, le voci dei solisti si presentano senza timidezze in tutte le loro sfumature e si levano alla corretta altezza. Il rispetto per il timbro originale non può che mettere in risalto le buone registrazioni, specie se si tratta di strumenti acustici, dela cui dinamica nulla va perso.
Collegato a un PC o Mac il DL-III ci apre una serie di nuove possibilità: Intenet Radio, Podcast e il download digitale finalmente possono essere ascoltati con qualcosa di serio. OK, la qualità dell’audio compresso non è certo degna di considerazione, ma per un po’ di sottofondo non è da buttare via. Ci sarebbe poi da menzionare la possibilità di suonare files ad alta risoluzione. Esistono infatti dei formati audio chiamati “Lossless” cioè compressi senza perdita di informazione rispetto al dato originale. Grazie a questi formati si può scaricare audio in formato CD o addirittura superiore… e suonarlo alla reale risoluzione nativa, cioè reale PCM a 24 bit e 44.1,96, o addirittura 192 KHz, senza i problemi di deterioramento del segnale legati al supporto ottico e al formato di codifica.
Vi sembra poco?
A me no e di fatti sto preparando una sezione del sito dove si potrà effettuare il download di musica in questi formati di qualità superiore.
La potrete suonare con l’ausilio di un PC+DL III o di un Music Server come il McIntosh.
Il fatto che il segnale digitale venga bufferizzato e ri-clockato  permette una certa indipendenza del risultato sonoro dal sistema di alimentazione dei dati: se avete quindi una meccanica un po’ vecchiotta non buttatela: questo convertitore non risente delle sue intemperanze… basta che legga tutti i bit, a metterli in ordine ci penserà il DAC! Inoltre potrete utilizzare direttamente il lettore del Computer per suonare i CD senza i problemi di stabilità che questo tipo di sorgente, solitamente pone.



Il secondo arrivato è stato il Pre Phono GCPH (Gain Cell PHono stage), altra fantastica trovata!!
Ancora un colpo di genio: implementazione totalmente a stato solido di uno schema tipico dei migliori Phono HiEnd valvolari: Circuito di equalizzazione RIAA passivo, preceduto e seguito da uno stadio Gain Cell. Risultato Dinamica da vendere e grana finissima!

Dal punto di vista dell’utilizzo i vantaggi di una simile topologia circuitale sono enormi: innanzitutto non c’è più necessità di settare il funzionamento MM o MC in quanto l’impedenza di ingresso e il guadagno sono settabili direttamente tramite due selettori sul retro su tutti i valori necessari, e si tratta di due selettori rotativi, non dei soliti odiosissimi ed economici dip switch!



Per i precisi il guadagno dello stadio è ulteriormente regolabile da una bella manopola sul frontale che può anche essere mossa col telecomando in dotazione. In effetti non è da escludere il collegamento diretto del phono a un finale di potenza date le capacità di pilotaggio delle Gain Cell (provato: funziona!).
La sezione di alimentazione utilizza un toroidale più adatto a un finale che a un phono, ma… in PS Audio sono gente seria.
Una “piccola” precisazione sul funzionamento della Gain Cell: Si tratta di un particolare stadio di amplificazione in tensione a guadagno variabile, il che vuol dire che NON c’è necessità di attenuare il segnale per variare il volume! Vi pare poco? Sappiate comunque che il 99.9% degli apparecchi audio conosciuti utilizzano un attenuatore di qualche tipo per regolare il volume, col risultato di deteriorare il segnale direttamente in ingresso con perdite di dinamica e di dettaglio. Anche un attenuatore passivo può essere (costosamente) curato per diminuirne i problemi, ma in questo caso, tolto il dente, tolto il dolore!
Il rapporto segnale rumore dello stadio è esemplare e in unione a testine MC, quindi col massimo guadagno impostato, ha ancora un fondo di rumore non facilmente percettibile e paragonabile (a orecchio) solo a stadi MC a trasformatore o a stadi attivi di livello decisamente alto.
Con testine dall’impedenza e sensibilità “strane” poi diventa un vero e proprio coltellino svizzero permettendo sempre un adattamento al limite della perfezione.
E’ un problema ricordare che si tratti di un oggetto da 1500 euro a listino, e i confronti che vengono naturalmente in mente sono con apparecchi di ben altro costo.

Il terzo elemento è ancora più sorprendente dei due precedenti…
L’integrato linea C-100 non è altro che la riduzione in un solo telaio della coppia pre-finale P-200/A-100, ovvero stadio linea Gain Cell e finali ICE technology, il tutto in Dual Mono…
Posto che non riesco ad ascoltare gli amplificatori Switching neanche nell’autoradio ecco spiegato il motivo per cui il C-100 è stato l’ultimo ad arrivare.
Credo di aver detto che in PS Audio sono gente seria, no?
Eh, appunto mi sono sentito in dovere di ascoltare anche l’ampli…
Ma è uno switching?!!?!?




Grana fine, estremo alto rifinito, banda larghissima e flat, pilota praticamente anche i cortocircuiti...
Non è che hanno nascosto uno stadio di potenza lineare da qualche parte?!?!
Ascolto, riascolto, ri-riascolto… digitale, poi vinile, poi me lo porto in studio per farci andare i miei monitor Quested (non esattamente facili da pilotare e concilianti con catene povere)… Boh!
Il problema è che non riesco a trovarci i  problemi che avevo riscontrato con gli altri ampli switching che avevo ascoltato… li cerco e li ricerco, ma non saltano fuori. Il suono che si ascolta è di grande armonia e liquidità, grande la profondità e l’introspezione dei timbri riprodotti, è capace di spingere a  fondo se chiamato in causa, ma non tende mai a “pompare” gratuitamente dove non sia richiesto.
La semplicità d’uso è massima e la flessibilità è ottima; tramite due uscite “pre” supplementari permette anche la bi o tri-amplificazione in unione con un finale “gemello”  A-100 dotato chiaramente del giusto guadagno. Non ho ascoltato quest’ultima configurazione, ma l’esperienza in tal senso è lunga e non mi aspetto altro che ottimi risultati sul fronte della dinamica e del dettaglio.
Il prezzo di questo integrato è un po’ più basso della somma della coppia pre-finale: 2450 euro contro i circa 3000 dei separati, ma di fatto ne incorpora gli stessi componenti, quindi dove i requisiti di spazio e semplicità d’uso fossero preminenti...



Che dire per concludere?
Queste elettroniche hanno il pregio di essere nate per l’ascolto e proprio in questo eccellono: ci si può anche dimenticare di quante soluzioni innovative rechino all’interno queste scatoline di acciaio e alluminio: quando ci colleghiamo gli altoparlanti basta sedersi e rilassarsi! +++

L'impianto per la prova era composto da:

Accuphase DP-500 come meccanica di lettura
Clearaudio Emotion con Testina Ortofon Rondo Blue
PS Audio Digital Link III
PS Audio GCPH
PS Audio C-100
Tannoy Canterbury 15
Tannoy Precision 8
Tannoy Reveal 6
McIntosh XRT-28

Cavi
Digitale
Monster M 1000 DCX
Groneberg TS Premium

Segnale
Audio Tekne
Groneberg TS Premium

Potenza
Audio Tekne
Groneberg TS-Premium

Alimentazione
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Cavi PS Audio XTREAM Power Statement

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